domenica 12 giugno 2016

Destinazione paradiso

Berlino, 2014
Ultimamente mi trovo sempre più spesso a descrivere le mie stesse posizioni con la parola cinismo. L'etimologia spiccia rimanda alla parola "cane", non perché i cani siano privi di sensibilità, ma pare che semplicemente echeggiasse dell'insulto facile di randagismo intellettuale.

In ogni caso io mi sento una gattara cinica e alla voce cinismo rientra di sicuro la scarsa considerazione che ho della spiritualità tradizionale: credo si sia capito che non amo le religioni, soprattutto i monoteismi, così esclusivi, così rigidamente maschilisti e vetusti.

L'unica dimensione spirituale che mi convince è l'umanesimo: quell'eredità antica di sapere ed esperienza che arriva dalle generazioni degli uomini, il pietismo dei nostri avi e la saggezza sulla vita e sulla morte.

Il tema della fine della vita tormenta da sempre gli esseri umani: senza essere depressa sin da giovane, oltre una decina di anni fa ho scelto di studiare per la mia tesi di laurea le epigrafi funerarie romane e di leggere i messaggi che le persone di allora affidavano ai sepolcri dei propri cari.

Le stesse paure e speranze. Il mistero della nostra esistenza da sempre.

Da laica quindi e agnostica, o forse atea, tante volte mi auguro di sbagliare completamente.

Mi auguro che il paradiso esista e che accolga tutte le donne violentate offese, torturate e uccise; i bambini malati, sfruttati; i deboli, gli schiavi moderni, i profughi delle guerre; tutti gli eroi moderni, privati della loro vita in modo violento mentre cercavano di cambiare il mondo in cui vivevano.
Mi auguro che esista un paradiso felice per tutti i nostri cari, per i morti sul lavoro, per chi è andato via troppo presto, ingiustamente o per una disgrazia...

Che ci sia il paradiso per Filippo, morto pochi giorni fa a 8 anni dopo una stupida caduta, una caduta da bambini come tante altre: realtà troppo assurda da concepire con la razionalità: quanta leggerezza il nostro essere!

Spero che la tristezza disperata che ognuno di noi ha provato davanti all'assurdità del male possa essere compensata.

Spero di avere torto nel mio cinismo umano. Davvero.

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