sabato 26 dicembre 2015

Terza età

Capo Sunio, 2009
Sto pianificando accuratamente la mia vecchiaia. Io che non faccio mai progetti, trovo divertente il rifugio di questo pensiero.

Ho iniziato dal testamento, mi piace continuare il percorso a ritroso.

Quando sarò vecchia prenderò un cagnolino, di taglia piccola e dal canile. Il suo nome sarà Belindo. O Belinda. In modo da poter usare il diminutivo Belin: non vedo l'ora! Aspetto la pensione per poter dedicare tutto il tempo a Belindo, senza lasciarlo mai solo.

Al mattino, un giorno sì e uno no, andrò in palestra: abbonamento over 60 per la ginnastica dolce e chilometri sulla cyclette. Le mattine senza palestra saranno dedicate al mercato: a Torino i mercati sono tantissimi e fantastici, avrò un gran da fare a trascinare la spesa nel mio carrellino con le ruote.
D'inverno uscirò sul tardi per via del freddo, ma d'estate farò tante camminate a piedi con Belindo.

Il top sarebbe trasferirsi al mare, magari dopo qualche anno, perché voglio anche godermi la città da pensionata: cinema a prezzo ridotto, teatro, opera, musei, mostre. Mi sembra di avere già un'agenda fittissima.
Non ho mai amato troppo i vernissage o i grandi saloni, nemmeno le presentazioni dei libri mi fanno impazzire, ma troverò concerti e musica classica dove andare a dormicchiare in compagnia.

Il trasloco al mare sarà il punto forte: voglio trasferirmi in un'isola greca! Una qualunque andrà bene: mi basta che sia nell'Egeo e che dalla finestra di casa mia si vedano il mare e l'acropoli archeologica della città antica.

La mia patria spirituale è là.

Radici senza radici.

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