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| Capo Sunio, 2009 |
Ho iniziato dal testamento, mi piace continuare il percorso a ritroso.
Quando sarò vecchia prenderò un cagnolino, di taglia piccola e dal canile. Il suo nome sarà Belindo. O Belinda. In modo da poter usare il diminutivo Belin: non vedo l'ora! Aspetto la pensione per poter dedicare tutto il tempo a Belindo, senza lasciarlo mai solo.
Al mattino, un giorno sì e uno no, andrò in palestra: abbonamento over 60 per la ginnastica dolce e chilometri sulla cyclette. Le mattine senza palestra saranno dedicate al mercato: a Torino i mercati sono tantissimi e fantastici, avrò un gran da fare a trascinare la spesa nel mio carrellino con le ruote.
D'inverno uscirò sul tardi per via del freddo, ma d'estate farò tante camminate a piedi con Belindo.
Il top sarebbe trasferirsi al mare, magari dopo qualche anno, perché voglio anche godermi la città da pensionata: cinema a prezzo ridotto, teatro, opera, musei, mostre. Mi sembra di avere già un'agenda fittissima.
Non ho mai amato troppo i vernissage o i grandi saloni, nemmeno le presentazioni dei libri mi fanno impazzire, ma troverò concerti e musica classica dove andare a dormicchiare in compagnia.
Il trasloco al mare sarà il punto forte: voglio trasferirmi in un'isola greca! Una qualunque andrà bene: mi basta che sia nell'Egeo e che dalla finestra di casa mia si vedano il mare e l'acropoli archeologica della città antica.
La mia patria spirituale è là.
Radici senza radici.

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