domenica 23 agosto 2015

Via Pinelli

A Torino in zona San Donato esiste una via sulla cui intitolazione ho equivocato per qualche tempo: via Pinelli.

Appena arrivata dalla provincia ligure dell'estremo ponente- vi assicuro che la provincia ligure non è tutta uguale!- ero completamente rapita da Torino. Questa città era il luogo simbolo dell'industria dell'auto, cuore del movimento operaio e sindacale e dei grandi scioperi, patria di una delle prime grandi Camere del Lavoro e del socialismo degli anni '20, tanto da possedere ancora un un corso Unione Sovietica... Un mito!

Torino, Martinetto
Così, con un'abbondante dose di ingenuità, la prima volta che mi sono imbattuta in via Pinelli è stata emozione pura. E stupore.
Giuseppe Pinelli, l'anarchico, l'ennesima vittima della bomba di piazza Fontana, morto il 15 dicembre del 1969, cadendo dalla finestra della Questura.
Incidente. Suicidio. Omicidio. Malore attivo. Su quella morte si è detto e scritto di tutto. A quella morte ne sono seguite altre. Che potesse esistere una via intitolata all'anarchico Pinelli era un messaggio interessante.

Dopo qualche settimana dalla prima volta ho letto l'intitolazione per esteso in un altro punto della via: Pier Dionigi Pinelli.
Una "semplice" gloria locale, Presidente del Consiglio prima di Rattazzi: un terminus ante quem. Sono convinta che il tessuto urbano conservi traccia delle persone e delle storie che si sono portate addosso: ancora oggi vado alla ricerca dei ricordi dei martiri partigiani che si trovano in città e di possibili tracce degli altri fatti che hanno segnato Torino in modo funesto o cruciale.
Il giornale più importante della città dal 2009 è diretto da Mario Calabresi.

Quanta Storia nelle persone!

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