domenica 12 novembre 2017

Big brother

Londra, 2014
Ogni tanto faccio degli esercizi di masochismo. Non credo di avere grosse colpe da espiare, ma mi piace farmi un'opinione (se no, cosa vi racconterei in questo blog?) sperimentando di prima mano, naso e occhi dentro le cose: del resto sono primariamente un'archeologa.
Insomma, l'esperimento sociale di questa domenica pomeriggio è stato...
Guardare una puntata di Domenica Live su Canale 5!

Avete capito bene: il contenitore trash della domenica berlusconiana per eccellenza, quel programma lungo ore e ore senza che succeda mai nulla di interessante e che accompagna le casalinghe di Voghera nel loro quieto pomeriggio della domenica a casa, eterno rivale della Domenica In dell'ammiraglia e tradizionale Rai Uno.

Quello! Chiaro, no?

Il programma pop per eccellenza, il più odiato da tutti gli "uomini" di buona volontà (me compresa!) insieme a Le Iene e Striscia la Notizia.

Il format è fisso e collaudato e ruota intorno alla storica conduttrice, ammantata di pizzi, fiocchetti rosa, filtri patinati e luci antirughe sparate in pieno viso: una vera padrona di casa. Si comincia con la politica e l'intervista al personaggio di turno, ovviamente in modo scanzonato e con lo scopo di rendere umano e quotidiano l'intervistato come a sdrammatizzarne il ruolo (hanno fatto scuola le interviste a Berlusconi e Renzi, con tanto di selfie finali, sigh!); segue poi una storia del genere 'Anche i ricchi piangono' con ex famosi ridotti al lastrico per vari motivi su cui ci si dilunga in modo estenuante e inutile (vari i rimandi alle puntate precedenti, indice che per puntate e puntate si vanga e rivanga nello stesso brodo primordiale); non manca mai un racconto di faida familiare sempre dal presunto mondo del jet set (divorzio eclatante, oppure lamentationes di figli non riconosciuti che rivendicano il dovuto); seguono poi storielle moralistiche varie ed eventuali di miriadi di personaggetti a me ignoti su perdite di peso, diete estreme, scelte estetiche discutibili e al limite del circo o del guiness dei primati da baraccone (sosia, rifatti, starlette, ospiti stranieri sconosciuti, etc etc)…


Tutto questo si prolunga per ore e ore con rari stacchi pubblicitari, tanto moralismo e giudizi affrettati, grida, insulti, maschilismo, opinionisti di infimo livello- fino a quel momento giustamente dimenticati da decenni nel passato di una TV già mediocre allora- e tanti buoni e altrettanto finti sentimenti.
A inizio stagione autunnale, come oggi pomeriggio, quasi l'intero programma gira intorno all'edizione in onda de Il Grande Fratello, con tutto il suo carrozzone di nominati, esclusi, parenti  e osservatori vari, oltre alle polemiche sterili, gli scandali, i gossip e simili amenità di ottimo gusto.
Meta- televisione insomma: televisione che parla di sé stessa auto alimentandosi senza altro scopo che il riempitivo e l'intrattenimento.

Il Grande Fratello è il reality per eccellenza in Italia, mi ricordo molto bene la prima edizione a fine 2000: ero al secondo anno di università e nella mia casa da studenti a Genova io e gli altri coinquilini eravamo talmente incuriositi dalla novità da non perderci nemmeno una puntata. Perché allora era davvero qualcosa di nuovo e originale: piuttosto assurdo e paradossale e i partecipanti di quella prima edizione erano per lo più ignoranti ed eccessivi, ma era tutto strano e mai visto. Negli anni quell'effetto si è ovviamente affievolito e abbiamo fatto il callo anche a Il Grande Fratello e a quasi tutti i reality che sono seguiti negli anni 2000, replicati ovunque anche dalle emittenti locali e territoriali, tanto che oggi i suoi autori in cerca di novità hanno trasformato la trasmissione in una versione per VIP decaduti, quasi un'Isola dei Famosi senza isola e senza famosi.

Come sempre siamo liberi di non guardare nulla e di scegliere cosa seguire: francamente sopporto anche peggio l'ipocrisia moralista di certi autori che pubblicizzano fiction per la TV su malavita e criminalità in stile Saviano, giocando su chissà quale utilità sociale o impegno civico della serie, oppure i presunti reporter d'assalto de Le Iene- tali vengono considerati dal pubblico giovane medio e se vi fate due chiacchiere con qualche under 30 mediamente istruito mi darete ragione- che grazie a questa fama di giustizia anti truffa promuovono spot pubblicitari per una ignota società di fornitura telefonica e internet…
Le Iene, che grande inganno! Avete notato che non mancano mai i servizi strappa audience su prostituzione e droghe? Lo show travestito da informazione mi ha sempre irritato.

E poi abolirei le TV locali!

Nessun commento: