| Londra, 2014 |
Insomma, l'esperimento sociale di questa domenica pomeriggio è stato...
Guardare una puntata di Domenica Live su Canale 5!
Avete capito bene: il contenitore trash della domenica berlusconiana per eccellenza, quel programma lungo ore e ore senza che succeda mai nulla di interessante e che accompagna le casalinghe di Voghera nel loro quieto pomeriggio della domenica a casa, eterno rivale della Domenica In dell'ammiraglia e tradizionale Rai Uno.
Quello! Chiaro, no?
Il programma pop per eccellenza, il più odiato da tutti gli "uomini" di buona volontà (me compresa!) insieme a Le Iene e Striscia la Notizia.
Il format è fisso e collaudato e ruota intorno alla storica conduttrice, ammantata di pizzi, fiocchetti rosa, filtri patinati e luci antirughe sparate in pieno viso: una vera padrona di casa. Si comincia con la politica e l'intervista al personaggio di turno, ovviamente in modo scanzonato e con lo scopo di rendere umano e quotidiano l'intervistato come a sdrammatizzarne il ruolo (hanno fatto scuola le interviste a Berlusconi e Renzi, con tanto di selfie finali, sigh!); segue poi una storia del genere 'Anche i ricchi piangono' con ex famosi ridotti al lastrico per vari motivi su cui ci si dilunga in modo estenuante e inutile (vari i rimandi alle puntate precedenti, indice che per puntate e puntate si vanga e rivanga nello stesso brodo primordiale); non manca mai un racconto di faida familiare sempre dal presunto mondo del jet set (divorzio eclatante, oppure lamentationes di figli non riconosciuti che rivendicano il dovuto); seguono poi storielle moralistiche varie ed eventuali di miriadi di personaggetti a me ignoti su perdite di peso, diete estreme, scelte estetiche discutibili e al limite del circo o del guiness dei primati da baraccone (sosia, rifatti, starlette, ospiti stranieri sconosciuti, etc etc)…
Tutto questo si prolunga per ore e ore con rari stacchi pubblicitari, tanto moralismo e giudizi affrettati, grida, insulti, maschilismo, opinionisti di infimo livello- fino a quel momento giustamente dimenticati da decenni nel passato di una TV già mediocre allora- e tanti buoni e altrettanto finti sentimenti.
A inizio stagione autunnale, come oggi pomeriggio, quasi l'intero programma gira intorno all'edizione in onda de Il Grande Fratello, con tutto il suo carrozzone di nominati, esclusi, parenti e osservatori vari, oltre alle polemiche sterili, gli scandali, i gossip e simili amenità di ottimo gusto.
Meta- televisione insomma: televisione che parla di sé stessa auto alimentandosi senza altro scopo che il riempitivo e l'intrattenimento.
Il Grande Fratello è il reality per eccellenza in Italia, mi ricordo molto bene la prima edizione a fine 2000: ero al secondo anno di università e nella mia casa da studenti a Genova io e gli altri coinquilini eravamo talmente incuriositi dalla novità da non perderci nemmeno una puntata. Perché allora era davvero qualcosa di nuovo e originale: piuttosto assurdo e paradossale e i partecipanti di quella prima edizione erano per lo più ignoranti ed eccessivi, ma era tutto strano e mai visto. Negli anni quell'effetto si è ovviamente affievolito e abbiamo fatto il callo anche a Il Grande Fratello e a quasi tutti i reality che sono seguiti negli anni 2000, replicati ovunque anche dalle emittenti locali e territoriali, tanto che oggi i suoi autori in cerca di novità hanno trasformato la trasmissione in una versione per VIP decaduti, quasi un'Isola dei Famosi senza isola e senza famosi.
Come sempre siamo liberi di non guardare nulla e di scegliere cosa seguire: francamente sopporto anche peggio l'ipocrisia moralista di certi autori che pubblicizzano fiction per la TV su malavita e criminalità in stile Saviano, giocando su chissà quale utilità sociale o impegno civico della serie, oppure i presunti reporter d'assalto de Le Iene- tali vengono considerati dal pubblico giovane medio e se vi fate due chiacchiere con qualche under 30 mediamente istruito mi darete ragione- che grazie a questa fama di giustizia anti truffa promuovono spot pubblicitari per una ignota società di fornitura telefonica e internet…
Le Iene, che grande inganno! Avete notato che non mancano mai i servizi strappa audience su prostituzione e droghe? Lo show travestito da informazione mi ha sempre irritato.
E poi abolirei le TV locali!
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