Sono cresciuta negli anni Ottanta: ho finito le scuole elementari nel 1989: il muro di Berlino abbattuto e io nemmeno sapevo cosa fosse. Il programma di storia della quinta non era così d'avanguardia! Le mie medie coincidono del tutto con il decennio successivo e così la mia adolescenza.
Nel piccolo centro di confine dove sono nata e vissuta fino alla maturità, degli anni '80 ricordo poche cose, tutte estreme.
Pochi mezzi termini: degrado, spensieratezza, ricatti morali e terrorismo.
A scuola, a casa, al catechismo.
Innanzitutto la fobia collettiva dell'eroina e dei tossici: la quantità di ragazzi persi nel mio quartiere, così come in molti altri angoli di mondo simili al mio; il terrore con cui ai bambini si ricordava continuamente di fare attenzione alle siringhe abbandonate per terra, per le strade, sulla spiaggia. Le raccomandazioni e l'odio contro i drogati, spauracchio orrendo e incomprensibile.
Il muro di Berlino doveva contenere loro, forse, e ora non c'era più… Facevo una certa confusione con un film culto di qualche anno prima di cui si continuava a parlare, assolutamente proibito per la mia età.
Ne ho visti tanti di tossici da bambina nel mio quartiere: erano drogati solo perché li vedevamo bucarsi di nascosto, forse vicino alla casa dello spacciatore del quartiere, altrimenti non li avremmo mai riconosciuti.
I drogati facevano anche altre cose tremende, tutte condannabili: il senso della morale degli adulti era ampio e comprendeva nella riprovazione anche altre abitudini dei ventenni di allora. Uscire, ascoltare musica, suonare, vestirsi fuori dalle convenzioni.
Ed erano i figli più grandi dei nostri genitori.
L'altro ricordo terrifico dei tempi della scuola è legato al disastro di Chernobyl: non si doveva toccare per terra in cortile, per strada, ovunque all'aperto; niente insalata, niente frutta. L'aria era malata. Un altro problema che si aggiungeva alle siringhe.
Per fortuna c'era la televisione: i Puffi tutte le sere prima della nanna, il Telegattone e la hit parade, la programmazione completa su TV sorrisi e canzoni (che il titolo è una garanzia!) e poi la domenica sera grasse risate davanti al programma che aspettavamo per tutta la settimana.
Il pupazzone rosa che dispensava amore era il mio preferito: c'era speranza per il futuro se c'era il Tenerone!
Alé oh oh!
Nel piccolo centro di confine dove sono nata e vissuta fino alla maturità, degli anni '80 ricordo poche cose, tutte estreme.
Pochi mezzi termini: degrado, spensieratezza, ricatti morali e terrorismo.
A scuola, a casa, al catechismo.
Innanzitutto la fobia collettiva dell'eroina e dei tossici: la quantità di ragazzi persi nel mio quartiere, così come in molti altri angoli di mondo simili al mio; il terrore con cui ai bambini si ricordava continuamente di fare attenzione alle siringhe abbandonate per terra, per le strade, sulla spiaggia. Le raccomandazioni e l'odio contro i drogati, spauracchio orrendo e incomprensibile.
Il muro di Berlino doveva contenere loro, forse, e ora non c'era più… Facevo una certa confusione con un film culto di qualche anno prima di cui si continuava a parlare, assolutamente proibito per la mia età.
Ne ho visti tanti di tossici da bambina nel mio quartiere: erano drogati solo perché li vedevamo bucarsi di nascosto, forse vicino alla casa dello spacciatore del quartiere, altrimenti non li avremmo mai riconosciuti.
I drogati facevano anche altre cose tremende, tutte condannabili: il senso della morale degli adulti era ampio e comprendeva nella riprovazione anche altre abitudini dei ventenni di allora. Uscire, ascoltare musica, suonare, vestirsi fuori dalle convenzioni.
Ed erano i figli più grandi dei nostri genitori.
L'altro ricordo terrifico dei tempi della scuola è legato al disastro di Chernobyl: non si doveva toccare per terra in cortile, per strada, ovunque all'aperto; niente insalata, niente frutta. L'aria era malata. Un altro problema che si aggiungeva alle siringhe.
Per fortuna c'era la televisione: i Puffi tutte le sere prima della nanna, il Telegattone e la hit parade, la programmazione completa su TV sorrisi e canzoni (che il titolo è una garanzia!) e poi la domenica sera grasse risate davanti al programma che aspettavamo per tutta la settimana.
Il pupazzone rosa che dispensava amore era il mio preferito: c'era speranza per il futuro se c'era il Tenerone!
Alé oh oh!

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